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13 settembre 2015

PROMOTIONAL TOURS
Iperuranio  a/r 780,00
pianeta Zu  a/r 3000,00
Inferno  /solo a. 666,00
fondale marino immoto 140,00
pellegrinaggio suicida 9,50
partenze da:
Roma Fiumicino / Milano Malpensa
PIANI PREVIDENZIALI
PARADISO
 tribune  
 destra del padre  
82,30
998,50
NIRVANA/SAMSHARA
 Nirvana  
 reincarnazione in sasso  
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20,00
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soggetto a variazioni fondo VIS)
EUTANASIE
cremazione
ibernazione*
lapidazione 







160,00
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*certificato medico obbligatorio
 
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INDICE 
introduzione
1_IL NOSTRO IO
2_POSSESSIONE PSICOGENA
3_REGRESSIONE PSICOGENA
4_LA RETE CHE SALVA
 
 PROCESSO PER BLASFEMIA: IL FASCICOLO DELLA DIFESA  Yuri Radaelli
il nostro io

identità viandante
L'anima è figlia adottiva di Parmenide ma il suo vero padre è Ermes. La nostra identità si illude di se stessa: si illude di essere ma la sua vera essenza è erotica perché si tende tra il cielo e la terra, tra la memoria e il mito. L'anima non è una sostanza bensì questa tensione congiuntiva che si dispiega nel viaggio della vita.
Ma se l'io è un tentativo di congiunzione, siamo certi dell'opposizione tra identità e differenza? Tra verità e mito? Non è che forse, proprio nel disagio del postmoderno, possiamo comprendere che le certezze dell'identità necessitano dei sogni del mito per fare anima? I miti agiscono sull'identità come motori aristotelici che muovono teleologicamente suscitando desideri e paure: animandoci.


orizzonte mitico
E' vero, oggi non c'è più Manitù, Prometeo o Gilgamesh ma Matrix, Che Guevara e le star del jetset perché i miti non sono morti, i miti agiscono in noi: un uomo spolpato dei miti scivola nel nulla e il nichilismo è il cancro del mito. Il nichilismo è la ribellione dell'anima che perde il senso del mito smarrendosi nel consenso sociale. L'istituzionalizzazione degli enti religiosi è uno strumento politico per ottenere consenso sociale tramite la mummificazione della fede interiore in un corpus di pratiche formali, della devozione interiore in un corpus di codici normativi, dell'archetipo personalmente risuonante in uno stereotipo collettivo. Ma anche le mummie, finché impellono in noi ci conservano vivi, degenerati ma vivi. Mentre niente miti niente sentimenti; niente sentimenti niente vita.
Eppure dove stanno i miti? Fuori ove li vede l'innamorata, il fan, il credente? Certamente no. I miti stanno fuori quanto i significati nelle parole: per proiezione. Il mito è dentro di me, il mito è dentro di me eppure io lo vedo fuori di me e tendo ad esso ma esso non avendo luogo non può essere raggiunto senza essere risucchiato e distrutto in un io narcisistico e imploso.
Il mito, come l'orizzonte, non può essere raggiunto ma mi circonda ovunque ed è il fuoco prospettico di qualunque direzione essendo l'esterno del mio interno, orizzonte dell'anima.
     
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