nuovi
cieli e nuova terra
PRODROMO DEGLI EVENTI
- Succedono cose troppo,
ma troppo, ma veramente troppo stupide.
Disse Dio.
Si rivolgeva all'anima di Estée Lauder, divinità
della bellezza. Ma ella non rispose, limitandosi a fissare la
sciarpetta di materiale gassoso con la quale si stava cincischiando.
- Basta! Cambierò qualche regola.
Lei si voltò con un sopracciglio sollevato.
- Perché non fai che i sogni lascino il loro colore su
capelli, peli e pelurie varie? Sarebbe sfizioso osservarli inventare
mode oniriche, e le nonne che si decolorano piccanti fantasie,
ti pare?
- Qualcosa del genere. Sicuramente deve riguardare il punto di
tangenza tra l'anima e il corpo, ma volevo fosse un sovvertimento
radicale.
Al sentir questo, qualcuno piombò trafelato
e furibondo sul piano trascendentale fermandosi al cospetto di
Zeus.
- Non vorrai dare agli uomini l'immortalità, spero!
Aveva biascicato la sua frase esalando su tutti i presenti un
ridicolo puzzo di champagne semidigerito.
- No di certo monsieur Dioniso - rispose Zeus - tanto più
che a loro non servirebbe affatto; a loro serve qualcosa per proteggersi da noi.
- Ma se li abbiamo lasciati in pace da 2500 anni, questa poi!
- Appunto. Giocandoci finivamo sempre a bisticciare, ma lasciandoli soli hanno fatto uno schifo... Infestano il pianeta a miliardi. C'è puzza di smog fino a qui. L'arte a ramengo. E dovunque vai sono tutti di una noia esacerbante, sempre seduti: in una poltrona con le ruote, davanti al camino catodico o sul water. Non c'è gusto. Non c'è gusto. Sono un gioco stupido.
Il panorama galattico creava lunghe lingue cremisi ritmato dalle colonne del partenone, dove Zeus era stravaccato, con la testa di Estéè sulle ginocchia. il prostilo e l'anfiprostilo erano circonfusi di divinità di ogni genere, tradizione e colore. Poi frutta, ancelle, ninfe, satiri, altre paccottiglie e oggetti a me ignoti e concetti sferici: una specie di bolle di sapone vaganti, che davano all'intera faccenda un tocco disneyano.
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