 |
- Fiamma in volo, direzione sud-ovest. L'altra sembra non riuscirci; si è fermata, è a trenta metri. Siamo dietro le macchine.
- Indietreggiate subito: allontanatevi dai mezzi a motore e aprite il fuoco, tenetela impegnata il più a lungo possibile.
Con i mitra, ma non vedete che sono una bambina?
La prima pallottola stupisce. Bisogna provarla, per capire.
Ad esempio: non diresti che è entrata, ma che ti è esplosa dentro; il morso di una serpe nelle viscere. E il corpo ti diventa molle come una bambola di stracci.
Le successive arrivano troppo presto.
Mi stanno distruggendo il corpo.
Il mio povero cuore, batte all'impazzata poi si ferma, riparte incerto.
Striscio, piangendo e supplicando, dietro a una campana per la raccolta differenziata. Mi accascio con il casco contro le ginocchia.
Le pallottole cominciano a dirigere una danza scomposta di vetri, rumori, pezzi di intonaco in frantumi, ma non mi colpiscono.
Il colpo peggiore mi ha trapassato sotto l'ascella forando la tuta, promana odore di piccione sbudellato. Faccio respiri corti interrotti dal dolore, e ogni volta il costato emette un sibilo comico. Mi tengo la patata al cartoccio premuta sul collo perchè l'arteria zampilla. Ma quando finirà, davvero ne abbiamo così tanto? Alle cosce me ne sono entrati due e sono quelli, a darmi un dolore cane, piuttosto che quello al collo e quello nel costato.
Ho il battito impazzito, sarà a duecento. Guardo dov'ero: per terra c'è una strisciata di rosso, chiazzata da manate. E sono seduta in una pozza che si allarga intorno al mio sedere. Non ci vuol molto a capirlo: la cosa, qui, finirà presto. Se non mi prendono ancora, ho un paio di minuti di vita, perderò i sensi e non mi risveglierò mai più. Per fortuna la pressione diminuisce intorpidendomi, ottundendomi.
Il furore dei colpi cessa.
Tutto questo sangue mi inebria, il cuore sta rallentando stremato. In fondo è una morte stupenda: in un lago di sangue. Mi viene in mente il mio tavolo, ed è come se fossi rimasta sempre lì, sul mio tavolo di legno. Sto per liberare un angelo, ancora pochi spruzzi e volerò. E' così che si muore: provando pena per se stessi.
Ed è una pena dolce.
Ah già, la patata! Bravo papà, l'ultima cena. Che situazione ridicola, adesso vedrai che tolgo la patata
e collasso: neanche la soddisfazione di cambiare dieta. Muoio così, e tu lo sapevi e non ci sei. Lo rifarei? Rifarei questa vita di dedizione per uno stronzo simile? Che tempismo: giusto adesso, qualche sensato dubbio mi sfiora, mentre scarto una patata al cartoccio, mentre la vita mi finisce in una fontanella sincopata.
Un anello molto semplice, leggermente graffiato. D'oro, ma un oro povero, pallido. C'è una scritta, nel lato interno: nel Bene e nel Male Antonio e Marina.
- Civili?
- Sono dietro alla piazza ma ci sono code di macchine bloccate.
- Restate sempre nella traiettoria dei civili.
- Non si muove, è a terra, abbiamo cessato il fuoco, ci avviciniamo?
- Non vi avvicinate, ricaricate e sparate restando nella traiettoria dei civili.
Compare una ragazzina carbonizzata come uno scheletro e immersa nelle fiamme da fare compassione. Eppure non fa esattamente compassione, il modo in cui li punta con passi corti e risoluti, su strani calzari traballanti; sembra lo scheletro di una bambina che per gioco ha indossato le scarpe della mamma.
Ma, assiepati a dieci metri dalle vetture -seguendo le istruzioni- i
mitra riprendono pragmatici.
La seconda mitragliata non stupisce più, se sei ancora viva.
Si protegge gli occhi con un braccio.
Ma imbestialisce come un nugolo di banderillas, se sei ancora viva.
Prende un lungo respiro, si china come per fare la cacca, chiude gli occhi e urla.
Un selvaggio, antichissimo urlo.

Silenzioso come l'onda quando cresce risucchiando il mare, un fiotto di fiamme investe le due auto scaraventandole in aria con impudenza. Ricadono. Esplodono.
Un'altra onda di fuoco sboccia sopra agli uomini in uniforme, in una gigantesca rosa di luce.
Il comandante posa il cordless.
Un isolato è in fiamme. Due unità sono ridotte da disastro aereo. Un elicottero è stato abbattuto precipitando sull'abitato. Almeno trenta civili e sei colleghi in prognosi riservata.
Ricercati i due attentatori.
- Due. Ripete ad alza voce.
E senza esitare, decide di dimettersi.
In un garage 24 ore, due custodi, nella guardiola illuminata da vecchi neon intermittenti, fanno passare il tempo davanti alla televisione.
Si parla del nuovo terrorismo, uomini bombe e ordigni incendiari.
E' emergenza anche a Milano.
- Ma perché non usano i carri armati?
- E dove, in Via Orefici, ci metti un carro armato? Quante persone vedi che sono vestite di nero e portano gli occhiali? Se ne vanno in giro tranquillamente e non puoi sapere dove colpiranno. Aspetta, c'è il Presidente.
- Anche questa volta scegliamo la linea intransigente, come con le brigate rosse, come con la mafia.
- Veramente, dice il più vecchio, figlio di partigiano: piazza Fontana, l'Italicus e Bologna sarebbero di estrema destra, e c'è dietro la CIA.
- Non dire cazzate e fammi sentire.
- Ho fatto il calcolo, leggendo l'elenco delle stragi, senti qua: vittime civili del terrorismo rosso degli anni 70 sono meno di dieci! Vittime della Mafia? sessantacinque!
- Adesso ricomincia.
-
Ustica ottantuno. Forze deviate, Ordine Nuovo e estrema destra? Centoventuno, no dico: ma dove minchia sta il pericolo terrorismo, se è lo Stato ad ammazzarci, a noi? E Cosa Nostra non la tocca più nessuno. Che forse il Governo gli deve un favore, che se la piglia sempre e solo con noi calabresi?
Ipocrita.
Sei tu, uno di quelli che chiama criminali e terroristi, gli uomini che si fanno esplodere per una causa?
Sei tu uno di quelli che chiama pazzi e assassini, i brigatisti che sequestrano uomini politici e li giustiziano?
Fai bene, certo.
Neppure io preferisco la guerra alla pace.
Ma tu, quieto occidentale: non sono forse i tuoi presidenti, che hanno raso al suolo l'Iraq per cercare una bomba che non c'è? Non sono i tuoi preti a violentare i figli dell'America Latina senz'altro danno che cambiare diocesi? Non sei tu a onorare un Re che disincentiva il preservativo ritenendo più sicura la castità, contro il flagello dell'Africa? E le stragi di Stato? Come mai politici, generali e magistrati, anche quando le inchieste fanno montagne di carta che trabocca dei loro nomi, in galera non ci finiscono mai?
I tuoi capi e i tuoi eroi massacrano con la croce, le stelle e le strisce, tesoro.
Quelli che tu chiami terroristi, compiono le stesse efferatezze, solo con mezzi più poveri e ideologie primitive.
In guerra, ciascun fronte ha i suoi martiri e i suoi eroi.
Colui che fregi di terrorismo è il loro martire, e colui che tu ossequi come eccellenza e santità, è il loro tiranno.
Eroi: sempre martiri, sempre tiranni.
E stai per conoscere il mio.
|
1 Il Signore disse a Mosè: 2 «Compi la vendetta degli Israeliti contro i Madianiti (...) 17 uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo.»
Nm 31
|
|