I cattivi.


Papà è sparito da un po’, e il sole comincia a intensificare, sulla stazione di Lambrate. Il loro anello non posso metterlo, mi ha detto, potrebbe squagliarsi. Gliel'ho ridato, lo tiene nella valigetta ignifuga. Si sposarono, prima o dopo di me, prima o dopo che lei si ammalasse. "Nel bene e nel male": mia mamma, qualcosa sapeva.
Lo vedo tornare saltando tra i tetti come una pantera, tenendo in mano un piccione farneticante. Gli stacca il collo ma continua a starnazzare. Lo spiuma sommariamente, e gli spacca il culo con i pollici; gli pratica un fisting per tirar fuori le schifezze, devastando l’animale. Lo vedo concentrarsi, guardare in basso, forse ricordare qualcosa, qualche penoso ricordo: le mani divampano appiccando fuoco a quel che resta del piccione. Finalmente, quella poltiglia trash viene purificata dalle fiamme, diventando appetitosa cacciagione alla brace.
Placata la fame, mi tenta con uno spinello, che rifiuto senza neppure alzare gli occhi. Legge sul portatile il programmino del giorno. Poi, con una cartina che sbatacchia nel vento, lo osservo orientarsi scrutando lontano. E’ il comandante del battello ebbro; e questo vento dispettoso, il sole del mattino, il suono della città che si desta ansiosa. Imprimo nella memoria questo istante, la sua figura controluce, il nostro mondo libero su questo tetto sotto il sole.
- Dobbiamo spostarci tra via Padova e Paruta. Ci sono andati di mezzo i bambini.
- Sempre marocchini?
- Non farne una questione culturale, amore. Per noi gli stronzi sono tutti uguali. Se ci pensi - mi spiega - il quartiere tra Lima e Centrale è gremito di puttane, senegalesi, indiani, ma a parte qualche rissa, non è una zona pericolosa. Idem per la Cinatown di Paolo Sarpi: qualche regolamento di conti, molta evasione sicuramente, ma la gente normale ci passeggia fino a tarda notte. Viale Padova è diverso, la guerra tra poveri sta colpendo gli innocenti.
Gli innocenti. Questa parola che sa di Enciclica usata da un mostro assetato di violenza. Eppure, ogni volta che la dice, non riesco a schernirlo, non riesco a sbugiardarlo. E' colpa del tono. E' il tono dell'anima quando parla. Dovesse andare sulla forca, io, la sua prima vittima, lo difenderei chiedendogli di pronunciare questa parola.
Chi è senza peccato? Direi: Chi può dire questa parola senza tradirla?
Camminiamo a lungo, per le strade svuotate dalla partita di Coppa, ignorando gli sguardi raccapricciati; papà si cala il berretto per nascondere l'orecchio monco da bulldog. Non so come ci possono vedere le persone comuni: una qualche intermedia misura tra degli emigranti ustionati e dei rapinatori strafatti di crack.
Caparbia, io cammino sui pattini, tutto ciò che mi rimane di una carriera da stella del ghiaccio. Vaffanculo, papà, ma non voglio pensarci adesso; non voglio pensarci. Rubiamo dei maglioni da un cassonetto della Caritas e andiamo in fondo a Ripamonti con il 24.
Aspettiamo la notte. Come gatti randagi, colpiamo di notte.
- Perché di notte?
- Se tu fossi un infame, volessi fare del male, non è meglio di notte, quando c’è meno polizia?
Già, ma sta parlando dei cattivi o di noi?









 
     
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1. scibile 2. per pochi 3. leggere il romanzo online 4. pianeta di bambola 5. quartiere Volanti 6. stadio di contenimento 7. il grande principe 8. soluzione
finale
 
Yuri

Introduzione
Fare fiamme
Sanguinare
Allungare
Ragionare
Pattinare
Amare
Obbedire
Stefano Cotta
Il topo
La gara
La morte
Corpo crocifisso
Vuota
Desiderio dimenticato
Domenica mattina
Piume
Orbite
La lama
Il nulla
Fiamme
Vale la pena vivere?
Bruciata
L'amore che voglio
Grazia salvifica
Fragola in fuoco
Una Il pudore
Iniziazione
Rabbia e paura
Bruja
Mi ami o no?
I cattivi
Il Marsigliese