 |
Mi incanta, strusciare i polpastrelli sul bordo consumato degli stivaletti.
Consumato dai miei errori.
Queste abrasioni sono una delizia, io le amo. Mi commuove sentirle sotto alle dita. Aiutatemi, vi prego: fatemi invecchiare come voi.
Diletta alza la testa e rimane stordita dalla moltitudine di folla che gremisce lo stadio del ghiaccio. Un oceano di facce vocianti. Esalano un urlante brusio, che rimbomba fino alla cupola e che la schiaccia sul pavimento. Le gote le bruciano, le gratta compulsivamente.
Perché non vi temo? perché mi imbarazzate soltanto? Perché non sono intimorita a pensare che questo mostro gelatinoso brulicante di milioni e milioni di occhi, fra poco strabuzzerà davanti a me? Dio, quanto vi disprezzo. Io vi disprezzo, mi fate schifo, avete il coraggio di mangiare le patatine e bere la cocacola, orripilanti bovini mollicci! Maledetti voi e maledetta questa stringa.
- Dove vai, stai qui.
- Ho la diarrea.
L'allenatrice non la degna di una risposta; Diletta passa sotto alla sbarra e barcolla coi pattini sul linoleum ai bordi della pista, dove si affollano cameraman, fili, gente intervistata, pattinatrici, tecnici che corrono, la sicurezza, quelli dello staff, giudici di gara, atleti che scendono in spaccata. Ma prima dei bagni vede le porte socchiuse di un'uscita di sicurezza. Curiosa oltre, pare non esserci nessuno, ma con le lame non può proseguire sul pavimento; indifferente, passa dietro le porte e si mette a gattonare, compiaciuta di impolverare la calzamaglia. E' in un corridoio di servizio, non c'è nessuno. Nota in fondo un'area di lavori in corso recintata da una cerata: perseverando a quattro zampe ci arriva, solleva la protezione e sguscia oltre. Un muletto parcheggiato, una pila di qualche bancale e un martello pneumatico disteso per terra. Si arrampica sulla pila di bancali e ci si distende sopra, tenendo i pattini a penzoloni.
Il frastuono giunge simile al rumore di un aereo in lontananza.
Si gira supina e rimane immobile a guardarsi quelle gambe smisurate che non le appartengono.
Le gambe di una strana bambola, abbandonata nella cesta dei giochi.
E mormora il dubbio che l'angoscia.
Ce la farò?
Non posso più aiutarla, adesso è veramente sola.
E mentivo a me stesso, quando credevo che mi bastava obbligarla a raggiungere la grazia.
Il primo ragazzino che si accorge di lei mi trova seduto in cucina dietro a un quotidiano, e mi affronta risoluto a mano tesa. Abbasso il giornale e rimango a fissarlo da una maschera di cuoio. Pur di non vederlo svenire, decido di alzarmi e gli stringo la mano diventata esangue. E transigo.
E' solo un fuscello, verrà spazzato dalla tempesta del fato.
Loro, mi hanno svelato lo scopo annodandomi nelle loro trame come ragni; per la grazia vale la pena vivere, ma gelidi ragni mi hanno rivelato ciò per cui vale la pena morire. Stefano, mi pare si chiami. Uno da oratorio. Ma perché disprezzo un innocente? Le mani tumide prendono la bibbia e la aprono a caso.
Poiché tutti sono privi della gloria di Dio.
(Romani 3, 23)
Forse io sono dannato.
Forse Dio mi ha abbandonato.
Sto solo lavando il sangue versato con altro sangue, aggravando la mia colpa.
Sfoglia pagine di carta di riso cercando la salvezza.
Siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù.
(Atti 15, 11)
Il volto deturpato rimane assorto. Poi sembra all'improvviso addolcirsi.
Se Cristo il Nazoreo (Gv 19, 19) è l'Agnello che ripara la colpa sacrificandosi,
la grazia è uno strumento: di cui ora conosco lo scopo finale.
- Di cosa sta farneticando?
C:\ E’ un arminiano.
- Quindi c'è un senso?
C:\ Diciamo una coerenza interna: secondo Calvino ogni essere umano è malvagio e incapace di compiere il bene. Dio si riserva di salvare, tramite la grazia, solo pochi predestinati \
Arminio (latinizzazione di Hermandszoon, ovvero Herman's son: figlio di Herman) vissuto a Leida sul finire del ‘500, aggiunge che Dio è più incline a dispensare la grazia agli uomini virtuosi \
-
Parliamo di virtù olimpiche?
No. La virtù è soffrire e far soffrire, per purificare la materia verso l’ideale. La scelta morale dell’individuo non è perciò tra egoismo e carità, ma tra accidia e tensione ideale. Se la grazia viene concessa, si realizza il proprio ideale \
Ma non si ottiene nessuna salvezza: Arminio nega l’immortalità dell’anima \
-
Rischia di sprecarla: svieremo il suo delirio.
C:\ Come procedo?
- - SEARCH "eresia cristiana AND insurrezione"
C:\ FOUND: Patarinismo, movimento milanese del 1045. 
|
|