La danza di Salomé alla corte di Erode - Porta bronzea di epoca romanica



      Il pudore.


Bene, proprio come volevo.
Si siede sui primi gradini della rampa d'accesso alla metro, indecisa se togliersi i pattini. L'aria è luminosa e gelida. Mi sono fatta vedere e addio anche a te. Il mio unico bacio, rimarrai, non sono più una donna. Solo il bastardo, non molla: lo ha fatto per tenermi tutta per lui, per scongiurare i miei pretendenti. Ironizza autocompatendosi. Accovacciata sotto il corrimano, nascosta nel cappuccio, guarda le scarpe della folla; e sfiora il naso con le dita. Un guscio di lumaca. Rotto, per giunta. Rimette le braccia conserte. Non sono più mia, mi sono reincarnata in Niky Lauda. Si schiaffa le mani sulla faccia e le tiene premute senza muoverle. Registra le sensazioni:
le sopracciglia mancano all'appello, e tutto è un po' incrostato. Accavalla le gambe e appoggia un pattino sul ginocchio: e cerca la sua aliena identità, nell'esile riflesso di una lama.

Un viso squagliato, sotto al cappuccio, con qualche macchia di ciuffetti in testa.
La pelle è gialla cicatriziale. Le palpebre stirate, marcano il taglio degli occhi di un'espressione afflitta. Le labbra sono desolatamente prive di qualsiasi forma. Del naso è rimasto l'incavo delle narici.
Uno dei due dovrebbe andarsene. Ma chi è l’estraneo: questo corpo che mi ha inghiottita oppure io sono il suo estraneo? Nonostante l'improrogabile constatazione di far parte, d'ora in avanti, del popolo degli sfigurati, guardando la lama si sente più sollevata. Perché sta trovando, in quel volto sformato, qualcosa che parla da dentro. Un corpo privato di ogni bellezza è un abito di pura sostanza.

Involontariamente si sorride, ma la smorfia nel riflesso le scatena raccapriccio.
Sono diventata la parodia di me stessa. Si guarda con odio, e viene presa alla sprovvista dal fumo che evapora dal cranio: l'inizio dell'accensione. Calmati.

Adesso questa è la gara da vincere: estirpare il pudore.


Ce la farò?

 

 

Tira giù il cappuccio e si scopre.
Neanche un capello dietro cui nascondermi, mi rimane in testa. Le cominciano a sudare le mani ma sorride a quelli che la guardano. (rigorosamente labbra chiuse: niente teschio di coniglio, almeno) Non devo temervi, non devo! Neppure tu, con il tuo pizzetto da designer culattone, e neanche tu, avvocatessa travestita da tulipano: io sono il piccolo E.T. del pianeta Senape, e allora? Non ho diritto anche io di prendere un sottopassaggio?
Con guizzo capriccioso, allunga la mano aperta.
- Vi prego, datemi qualcosa, signore!
Non ci credo che lo sto facendo. Ma sì, andatevene tutti affanculo. Si alza in piedi, in bilico sulle lame annerite. Si passa una mano sulla testa
(qualcosa di simile ai cespugli del presepe) e si mette esattamente nel mezzo dell'entrata.
La evitano accalcandosi, abbassano lo sguardo e si stringono ai lati. Mantengono intorno a lei un vuoto prossemico. Una signora porta la mano alla bocca e resta a guardarla con espressione di cordoglio. Il responso è faccio pena, ma tu quando butti quelle scarpe da zoccola?
Inizia a cantare sguaiatamente.
- Gli eroi son giovani e belli, gli eroi son tutti giovani e belli!
E allarga le braccia, gira su se stessa, ostenta un minuetto. Si ricorda di aver provato lo stesso sentimento di ebbrezza disperata quando aveva deciso di morire. Ride, scoprendo di essere ancora intrappolata nell'istante della morte.
Gira più forte facendo il dervishi: lo stridio delle lame comincia a eccitarla. Una studentessa si ferma stupefatta ma perde la borsa e la raccoglie quasi fuggendo; una mamma porta via il bambino rimasto imbambolato, un conducente dell'Atm si ferma con le mani in tasca e un sorriso sbavato. Accanto a lui si accosta una vecchina perplessa, prendendo il cane in braccio. Due giovani albanesi si danno di gomito e la chiamano. Si crea un piccolo capannello provvisorio, ma lei si ferma e li sfida uno per uno apostrofandoli col mento.

Vi arrostisco tutti quando voglio, fatemi solo concentrare.

Provoca per non vergognarsi, con la licenza della deformità.

Cercando un pretesto per bruciare.


Diletta come un dervishi

Quando li vede, finalmente.
Perchè la folla è fatta di tutti: anche di quelli che vogliono; devono; non possono che essere diversi. Di quelli, insomma, che sono come te.
Un ragazzo ricciolino si è fermato. La guarda tranquillo, le sorride con semplicità. Anche una donna e la sua amica: si avvicinano di un passo restando a braccetto. E' una donna sui cinquanta, lievemente sovrappeso, vestita con colori accesi. Ha un viso non bello, gli occhi piccoli, una patacca al collo.
- Tutto bene, sei contenta?
Sorride rassicurante. Sorride assertiva. Diletta si irrigidisce: altro che bruciare! Le braccia le rimangono incollate in aria.
- Ti offro un caffé e parliamo un po', vuoi?
Diletta va verso di lei.
- Ci sono riuscita, sono pericolosa, hai presente il danno di Malle?
Le chiede mangiandosi le parole.
- Chi?
- Ma con te mai: io lo sento, che sei buona.
Dice a questa signora abbronzata, più bassa di lei, con le palpebre stanche, troppo trucco e troppo profumo.
- Ah, non mi conosci! La signora ammicca con occhi guizzanti.
- Ma no, io lo sento! Diletta replica spalancando gli occhi.
- Che brava, che sei, sembrava una danza... Tu vuoi pattinare, vero?
Diletta sussulta: quella parola così familiare le fa venire il voltastomaco.
Si sente nel marasma e si appiglia allo sguardo della donna. Forse una mamma. E le dice, con la voce che viene dalla caverna dell'anima: (quella voce che è l'unica eredità che avrebbe voluto ricevere dal padre)
- Non so a far cosa. Ma io ce la farò.

Poi si allontana, con espressione trasfigurata, perché li ha sentiti: come un cieco apre gli occhi per la prima volta e rimane accecato dalla luce.
Ti ho sentita, mamma.














 
Introduzione
Fare fiamme
Sanguinare
Allungare
Ragionare
Pattinare
Amare
Obbedire
Stefano Cotta
Il topo
La gara
La morte
Corpo crocifisso
Vuota
Desiderio dimenticato
Domenica mattina
Piume
Orbite
La lama
Il nulla
Fiamme
Vale la pena vivere?
Bruciata
L'amore che voglio
Grazia salvifica
Fragola in fuoco
Il pudore
Mi ami o no?
     
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1. scibile 2. per pochi 3. leggere il romanzo online 4. pianeta di bambola 5. quartiere Volanti 6. stadio di contenimento 7. il grande principe 8. soluzione
finale
 
Yuri