La morte.

Si è addormentata sui bancali.
Le braccia abbandonate lungo il corpo e i pattini a penzoloni nel vuoto.
Le transenne vengono scostate come un sipario dal braccio di un operaio.
Fa capolino la testolina deliziosa di Mariecristine. Mariecristine è più grande, ha sedici anni. Anche lei non parla mai di sua madre, che vive a Monaco e si dice abbia un nobile pedigree. Guarda con raccapriccio Diletta sul mucchio di assi.

- Dile! Geme.
Diletta ha un sobbalzo.

- Tocca me?
- Sì cretina, dai!
Mariecristine corre via, Diletta scende rovesciando il mucchio e si butta a carponi, ma l'uomo l'ha già presa in braccio come un antico paladino e corre reggendola come un sacco. La lascia alla sbarra mentre le luci si stanno abbassando, il vociare diventa brusio e si spegne. Rimane solo la pista abbagliante.
La mia allenatrice si sbraccia e gesticola come una forsennata, ma questo violino? Lo Zauberflöte è la mia base!
Due uomini la prendono, la sollevano dalle ascelle e la spingono in pista, ma i primi movimenti sono andati. Pattina fino al centro della pista e sente la faccia grondare, si volta verso il pubblico, mentre i fiati crescono quando doveva fare il primo axel. Inizia una sequenza a caso, gesticolando come un clawn.
E pensa a suo padre che la sta guardando.

Puzza di morte.
Le forze la abbandonano come se il cuore si fosse spento. Le cadono le braccia e china la testa. La musica viene smorzata.
L'allenatrice solleva la sbarra, aspettando beffarda.
L'imbarazzo cala come nebbia nei cuori e - a parte l'allenatrice - tutti: cameraman, giudici, rivali, compagne di squadra e Stefano seduto in prima fila.
Provano pena per lei.

 

 


 
Introduzione
Fare fiamme
Sanguinare
Allungare
Ragionare
Pattinare
Amare
Obbedire
Stefano Cotta
Il topo
La gara
La morte
Corpo crocifisso
     
[indietro] [inizio del romanzo] [avanti]
Yuri