Le orbite di Antonio.


Lo ferma per il braccio.
- Abbiamo fatto tutto, no?
- Tu hai fatto tutto. Adesso tocca a me.
Lei afferra l'appendiabiti dal mucchio ma lui lo trattiene per il basamento.
- Lascia, per favore.
Diletta prende lui per la faccia.
- Ma cos’hai, cos’hai: ti fa schifo essere felice, papà? Cosa cerchi? Cosa vuoi?
- Macchè, no. Si tratta di qualcuno.
Risponde impacciato, la fissa negli occhi, sta per parlare ma desiste. Va verso la finestra, la apre e chiude le imposte. Accende un fornello, poi un altro e infine tutti e quattro. I muri ondeggiano azzurrastri.
- Metti i pattini.
- Cosa?
- Tira su quello che vuoi portare, sbrigati!
La ragazza indietreggia zopppicando e si guarda intorno spaesata, in una cucina illuminata dal gas; cercando, nel mucchio in mezzo alla stanza, un senso.
- Diletta! La foto la vuoi portare? E i tuoi pattini?
Ma lei gli punta il dito contro e il viso si contrae in una smorfia di odio.
- Mi avevi detto che era finita. Ti ho dato la mia anima. E magari resto zoppa.
  Lasciami in pace, hai capito?

Il padre abbassa gli occhi.
- Non so cosa dirti, non abbiamo tempo, mi dispiace. Tuo padre deve andare, se vuoi, non so, ma questo è il destino di papà. Mi sp-
- E smettila di parlarmi come a una bambina, smettila di dire cazzate e smettila di rovinare sempre tutto!
- No io devo perché, nessuno tranne…
Alza gli occhi e la guarda, prende un respiro e prosegue.
Con la voce che fa l’anima quando dentro siamo un pozzo.
- Tua madre.
L'uomo pare ingigantirsi, nei tremori azzurrognoli, e stende il braccio verso di lei.
Il corpo freme, quando sul palmo giallastro guizza il bagliore di un fuoco fatuo, che però subito si spegne. Ma ricompare e con un botto divampa: la fiamma inghiotte il braccio di suo padre latrando superba al soffitto. E corre rapida lungo il corpo, che viene convulso come un fusto colpito dal fulmine.
Diletta si accascia per terra come un cane in colpa.
Porgendo una mano avvampante, l'uomo brucia.

- Vieni, figlia.
In un'intensa luce il viso crepita, le labbra liquefano.
Lei scuote la testa e sorridendo si fa la pipì sotto:

 

orbite che ardono da dentro.

 
Il padre arso vivo
Introduzione
Fare fiamme
Sanguinare
Allungare
Ragionare
Pattinare
Amare
Obbedire
Stefano Cotta
Il topo
La gara
La morte
Corpo crocifisso
Vuota
Desiderio dimenticato
Domenica mattina
Piume
Orbite
La lama
 
     
[indietro] [inizio del romanzo] [avanti]
Yuri