Piume cretinette.


- Psicopatico bastardo.
- Perché?
Le sei di pomeriggio: partono le sirene dei bovini. La partita è finita. E purtroppo, una squadra ha vinto. I bovini muggiscono per le strade già buie.
- Dovevi per forza seviziarmi così, prima di ripigliarti?
- Per qualche sberla ogni tanto.
Intanto si alza compiaciuto.
- Mi riferisco in particolare all'allungamento.
- Sì ma ero io, che ti cantavo il violino. E ti ricordi quando mi hai ordinato di cagare sullo zerbino della portiera? Dovevamo farcela, baby.
- Veramente quel salto l'avrei fatto io.
  C'è qualcosa di malato, in quello che mi hai fatto.
- Chiudi la porta del bagno, d'ora in poi.
- Ti piscio in testa, d'ora in poi.
Diletta è indecisa: non vuole rovinare l'atmosfera, ma c'è un faccenda che la tormenta. Quello che teme, è che lui non la smentirà.
- L'ho sentito il dottore: l'allungamento potrebbe complicare lo slussamento del ginocchio. Cosa vuol dire papà: niente più danza, chiuso, vado in pensione?
- Tanto ormai...
- Dai papà, ti prego: non essere criptico, abbi pietà per una volta!
- Il mondo sta cambiando. Comunque danzerai ancora, anzi danzerai veramente.
Mi getta su letto un Corriere spiegazzato.
- In che senso: veramente... Ma queste che hanno, dietro?
- Le chiamano Sorelle Alate; sono tre piume.
Mi metto a sedere, il ginocchio pulsa da scoppiarmi. Pesi piuma? Mi ricordo il titolo:
"Chi umilia Newton?" e continuava così: "un enigma da spy story intorno alla squadra russa, ma non a caso il nuovo sponsor è Aeroflot, che ha al varo il Concordoski. Riguardo all'uso di polimeri antigravitazionali, spiega il direttore generale della IATA, azienda internazionale delle compagnie aeree, rivoluzioneranno l'aeronautica, ma per i voli civili è ancora presto perché..." C'è una foto, vicino all'elzeviro della pagina sportiva: tre ragazzine della mia età volteggiano in maniera impossibile. (Altro che il mio stallo) E poi, più piccola, un'altra fotina che però non dimenticherò mai. Erano sempre loro tre a una specie di galà: hanno ancora le ali addosso e sono come trasognate. Sui loro visi c'è qualcosa di alieno. Mi danno un tuffo al cuore.
- Dio, ma queste volano nel senso che volano?
- Già, sono bellissime. Peccato che sono completamente cretine.
- Ok te lo fanno tirare, ma volano come l'uomo razzo alle olimpiadi?
- Sì ma sono molto più cretine - il padre non raccoglie e continua a sistemare uno zaino - perché dopo la cerimonia, se ne vanno a passeggio per la città.
Era questo che ho provato guardando la foto: dolorosamente innocenti.
- Ma come fanno a volare?
- Sai com'è, quando si hanno le ali...
- Sai com'è, quando si è stronzi... ma scusa non ti sembra pazzesco che abbiano le ali? Con addirittura le piume: questo sono piume! Ma che sono, dei cloni o degli incroci come il mulo e il pumapardo?
- Prima o poi chissà che non le incontri negli spogliatoi.
- Se continuo così faccio la donna delle pulizie, negli spogliatoi. Hanno vinto?
- Squalificate anche loro, e in più ammonite dalla FISG.
- Senti, mi vuoi spiegare? Danzerò ancora perché darai le ali anche a me, giusto?
Il padre la guarda con occhi increduli per un istante, poi scoppia a ridere verso il soffitto con le mani sulla pancia; poi si appoggia al tavolo, la guarda di nuovo, e ricomincia a ridere. Diletta dapprima rimane perplessa ma poi arrossisce: le sembra di capire che solo desiderare di essere come loro, da parte sua sia ridicolo.
Ma allora non era commosso per me! Mi sono sacrificata sull'altare di quale dio?
- Macchè, amore, farai di meglio, credi a me!
  E adesso metti questa, per favore.
"Farò di meglio" ma è pazzo, è innamorato, cosa dice?
Il cuore le sale in gola.
Mi porge un indumento confezionato.
E sono sicura: è quello che stava nella valigetta.
- Ma ti prego! Vuoi veramente che adesso-
- Mettila ti ho detto.
Il padre si alza, accende la luce e chiude le imposte: la stanza è sgombra.

- Dobbiamo traslocare?
- Mai più.
Appena va di là mi alzo elettrizzata mentre mi frullano in mente pensieri sconnessi, diventiamo una banda di ladri alla Arsenio Lupin e io rubo la corona della regina come Occhi di Gatto. Intanto mi cambio come mi ha ordinato: è una tuta di una gomma molto spessa e senza cerniere, come quelle da sub. Lo raggiungo in cucina, ma rimango sulla soglia interdetta: tutte le nostre cose sono accatastate intorno al tavolo. Solleva una tanica di metallo e ci innaffia il bagno, le tende, i letti disfatti. Insieme al pungente odore di benzina, una collera sorda mi avvolge a spire, soffocandomi come un pitone.
- mi vuoi lasciare già?
Mormora, passandomi accanto sornione.






 
Sorelle Alate
Introduzione
Fare fiamme
Sanguinare
Allungare
Ragionare
Pattinare
Amare
Obbedire
Stefano Cotta
Il topo
La gara
La morte
Corpo crocifisso
Vuota
Desiderio dimenticato
Domenica mattina
Piume
Orbite
     
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Yuri