Figli di puttana.



Mio padre accende il tre ruote, si infila il casco e lo manovra per uscire, mi metto il casco e lo aspetto fuori, metto lo zaino nel bauletto, salgo dietro, saliamo la rampa, andiamo in strada. Guida sicuro, prende la circonvallazione, piazzale Loreto, imbocca Via Padova. Rallenta, prende vie laterali. Conosce la zona sicuramente. Ritorna su Via Padova, si guarda intorno come cercasse qualcuno. Odio le missioni in strada, voglio tornare tra i tetti, stare sola con lui. In quel tratto di via i lampioni sono saltati, alcune mignotte in una piazza, ci fermiamo proprio da loro.
- Omotuli? Chiede a una di loro. Ci sono cose, di mio padre, che odio scoprire.
- Non c'è più.
- C'è, invece. Sono qui per il suo bambino.
- E' andata via, ti ho detto, 20 la bocca e 50 la figa.
- Tu sei Olga, cerco Omotuli perchè posso ritrovare suo figlio.
- Mi chiamo Olla e io non ho numero di questa, è andata via, ti ho detto.
- Olla.
Papà si toglie il casco, e la voce gli diventa cavernosa.
- Olla, adesso ti racconto il romanzo: suo figlio Berek è stato rapito, lo hanno preso gli slavi. Io non voglio afferrarti per la gola e strapparti il cellulare. Mi devi inviare il suo numero dalla rubrica al 333 674 8888. Lo sai fare, vero?
- Tua amica io non ho numero, vai via!
Papà fa una smorfia di sorriso, si rimette il casco e ce ne andiamo. Ci fermiamo dietro l'angolo, si toglie il casco, aspetta guardando il display del cellulare. Pochi secondi e sento il bip di un nuovo messaggio; lo vedo leggere il display, trafficare coi tasti, di nuovo leggere, altri tasti schiacciati e finalmente e se lo appoggia all'orecchio buono. Se fossi gentile gli spiegherei come usare un cellulare.
- Omotuli, sono l'ustionato. Lo so, so tutto, stai zitta e ascoltami, sono qui per Berek, te lo avevo promesso, no? Esatto, adesso, vado adesso. No, adesso. No, con mia figlia. Lo so, ma li salvo tutti. Non mi fermano, saranno già morti prima di capire qualcosa. Dimmi dove. Sì, ma dimmi dove. Sì sì, la conosco, e non sai altro? Il piano, non lo sai? Non importa, no, lascia perdere. Tu non fare niente di niente, hai capito? Ok, adesso metti sotto carica il cellulare e tienilo online, insomma sotto copertura. Ciao.

Le mie puttane. Le mie uniche amiche. Le uniche donne di cui posso fidarmi. E stanotte, finalmente, pagherò una parte del debito.







 
     
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1. scibile 2. per pochi 3. leggere il romanzo online 4. pianeta di bambola 5. quartiere Volanti 6. stadio di contenimento 7. il grande principe 8. soluzione
finale
 
Yuri

Introduzione
Fare fiamme
Sanguinare
Allungare
Ragionare
Pattinare
Amare
Obbedire
Stefano Cotta
Il topo
La gara
La morte
Corpo crocifisso
Vuota
Desiderio dimenticato
Domenica mattina
Piume
Orbite
La lama
Il nulla
Fiamme
Vale la pena vivere?
Bruciata
L'amore che voglio
Grazia salvifica
Fragola in fuoco
Una Il pudore
Iniziazione
Rabbia e paura
Bruja
Mi ami o no?
I cattivi
Il Marsigliese
Figli di puttana
Missione Sammartini